100 anni di Confcooperative

Roma, 14 maggio 2019: Il presidente di Città Solidale Roberto Longo e la vicepresidente Giovanna Lucisani hanno partecipato alla ricorrenza dei 100 anni dalla fondazione di Confcooperative, una realtà che in Italia conta 18.500 imprese, 66 miliardi di fatturato, 525 mila occupati e oltre 3 milioni di soci.
L’evento del centenario è stato ospitato all’Auditorium del Parco della musica a Roma.

Un lungo applauso ha salutato l’ingresso in sala del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accompagnato dal premier Giuseppe Conte.

L’evento era cominciato con l’inno di Mameli intonato da un coro di bambini e una suggestiva rappresentazione del dibattito in assemblea costituente per l’introduzione nella Costituzione dell’articolo 42 (poi diventato 45 nella numerazione ufficiale) che riconosce, promuove e tutela la cooperazione.
«Non è un caso – ha affermato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo indirizzo di saluto – che l’articolo 45 riconosca la funzione sociale della cooperazione, e dia mandato alla pubblica amministrazione di sorreggerla, di svilupparla.
«Quanto la cooperazione ha fatto in questi decenni sottolinea il ruolo fondamentale delle formazioni sociali e dei corpi intermedi. E non a caso la Costituzione la considera un pilastro importante nella vita della comunità» .

«Il movimento cooperativo si è mosso – ha proseguito il Presidente – contrastando l’erronea convinzione che, la vita sociale e pubblica, potesse esaurirsi in quella dicotomia pubblico/privato, ovvero con lo Stato da una parte e il comparto privato dall’altra.
«Sottolineo il grande rilievo dell’economia civile, si tratta di realtà capaci di penetrare in maniera più efficace e più puntuale nel tessuto sociale, – ha concluso. – Per questo quel che fate è decisamente importante.»

«Grazie all’articolo 45 della Costituzione – ha affermato il presidente di Confcooperative Maurizio Gardini – anche la cooperazione riprese il suo cammino e, l’Italia martoriata dalla guerra, trovò i cooperatori e le cooperatrici in prima linea per ricostruirne il tessuto sociale oltre che economico.
«Inoltre, in quegli anni, ha ripreso slancio il ruolo dei corpi intermedi e dell’associazionismo che hanno saputo rappresentare, tutelare e difendere le piccole e medie imprese italiane, contribuendo a disegnare la fantastica stagione del boom economico.
«Oggi, proprio nel momento in cui sembra naturale cedere spazio e potere alle tecnologie senza valutarne seriamente l’impatto sulle persone e sull’ambiente, noi mettiamo in guardia da una resa incondizionata al progresso, – ha proseguito il presidente di Confcooperative. – Non c’è infatti progresso se resta indietro la gente. Noi guardiamo al futuro come ad uno spazio dove vivere meglio tutti; uno spazio dove alimentare, in armonia e a parità di opportunità, una sana cultura cooperativa tra generi e generazioni.
«Una cultura che disegni anche un nuovo mercato del lavoro che, senza sacrificare sull’altare della tecnologia la dignità dell’apporto umano, crei prospettive nuove alle generazioni che hanno di fronte la concretezza della mancanza di posti di lavoro.»