{"id":255,"date":"2014-10-17T10:15:48","date_gmt":"2014-10-17T08:15:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cittasolidale.net\/wp4\/2014\/10\/17\/si-puo-fare\/"},"modified":"2017-01-09T02:06:20","modified_gmt":"2017-01-09T01:06:20","slug":"si-puo-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cittasolidale.net\/wp4\/si-puo-fare\/","title":{"rendered":"Si pu\u00f2 fare!"},"content":{"rendered":"<p>.<\/p>\n<p>Come nel celebre film \u201c<strong>Si pu\u00f2 fare<\/strong>\u201d, 17 persone con disabilit\u00e0 della cooperativa sociale Citt\u00e0 Solidale, stanno dimostrando che con impegno e motivazione nulla \u00e8 irraggiungibile. Infatti dal mese di luglio 2014, dopo un efficace percorso di riabilitazione psicosociale, i primi 12 disabili sono stati inseriti in cinque progetti d\u2019inserimento lavorativo, finanziati dal bando pubblico \u201cPiccoli Sussidi 2013\u201d, mentre dal 20 u. s. settembre gli altri cinque sono stati avviati al lavoro, nell\u2019ambito del Progetto \u201cDiritti e Sviluppo\u201d finanziato da quattro fondazioni nazionali: \u201cAiutare i Bambini\u201d, \u201cFondazione San Zeno\u201d, \u201cUmanaMente\u201d e \u201cUniCredit Foundation\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>La motivazione che sorregge le idee progettuali si basa sulla constatazione che le persone portatrici di sofferenza mentale costituiscono l\u2019anello pi\u00f9 debole della catena dell\u2019emarginazione sociale. I processi riabilitativi spesso si limitano alla mera assistenza e quasi mai sfondano la porta dell\u2019inclusione di tali persone nel mondo produttivo, le quali vengono private di uno dei diritti pi\u00f9 importanti di cittadinanza: il lavoro. Dall\u2019altra parte, quando esse sono capaci di lasciarsi alle spalle il disturbo psichiatrico e sono messe nelle condizioni di tornare a vivere alla pari degli altri, alla richiesta di lavoro vedono erigersi un muro invalicabile di rifiuti per i pregiudizi e lo stigma che loro malgrado si trascinano dietro. Vi \u00e8, pertanto, una forte domanda di lavoro proveniente da questa fascia di cittadine e di cittadini, che resta puntualmente inascoltata. Alla sordit\u00e0 del Mercato e dello Stato, la cooperazione sociale cerca di far fronte come pu\u00f2 per soddisfare, almeno in parte, questo bisogno. Nel crogiolo di un territorio drammaticamente segnato da antichi e nuovi problemi e dalla permanente esclusione delle Persone con Disabilit\u00e0, le Cooperative Sociali Citt\u00e0 Solidale, Marana-th\u00e0 e Maran-ath\u00e0 2001, integrate tra loro, in questi anni, hanno dimostrato che si possono implementare i processi che favoriscano l\u2019esercizio dei diritti alla salute, al lavoro e all\u2019inclusione.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Con i progetti <strong>\u201cSalviamo il cibo\u201d<\/strong> e \u00a0<strong>\u201cBrutti ma Buoni\u201d,<\/strong> sono stati inseriti nell\u2019impianto di Cucina Centralizzata e nel Laboratorio di produzione di Cioccolato della Cooperativa Sociale Marana-th\u00e0 quattro giovani. Antonio e Francesco si occupano della lavorazione del cioccolato, con la produzione di pralineria e dolci della nostra tradizione locale. \u00a0Alberico e Cristian sono preposti alla preparazione dei pasti nel servizio di\u00a0 ristoro collettivo. Fine ultimo del progetto sar\u00e0 l\u2019apertura a Latiano di un nuovo Fast Food sociale, dove poter distribuire buon cibo genuino e di qualit\u00e0, proveniente dai mercati locali, seguendo la filosofia del kilometro zero.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Concetta, Alessandra, Antonella, Nicola ed Antonio con i progetti <strong>\u201cWe economy\u201d<\/strong> e <strong>\u201cNew Economy\u201d<\/strong>, sono impegnati nell\u2019Impianto di \u00a0Lavanderia Industriale della cooperativa sociale Maran-ath\u00e0 2001 e nel Laboratorio di Arte del Recupero. Nicola ed Antonio si occupano della raccolta, stoccaggio e lavaggio di indumenti usati, mentre Concetta, Alessandra ed Antonella si dedicano alla riparazione di abiti usati e alla creazione di borse, portamonete, portacellulari, bracciali, collane, orecchini. Le medesime, inoltre, attiveranno anche una produzione di capi artistici in serigrafia e termo-pressione. Il tutto verr\u00e0 commercializzato nell\u2019Atelier del Riciclo di prossima apertura.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Paolo, Luigi ed Anna, sono stati invece \u00a0inseriti nel progetto <strong>\u201cSalute e Lavoro\u201d<\/strong>. In particolare, Paolo si occupa dell\u2019attivit\u00e0 di front office negli uffici della cooperativa Sociale Citt\u00e0 Solidale, Anna svolge le funzioni di accompagnamento e animazione nella RSSA \u201cRosa Aluisio\u201d ed infine Luigi si occupa dell\u2019attivit\u00e0 di manutenzione e restauro di mobili antichi.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Il Progetto \u201cDiritti E Sviluppo\u201d, finanziato grazie al bando \u201cOccupiamoci\u201d, promosso da quattro fondazioni nazionali, avr\u00e0 una durata di 16 mesi e offrir\u00e0 una opportunit\u00e0 di lavoro a cinque persone con disabilit\u00e0 con et\u00e0 inferiore ai 29 anni. Il progetto, intende sviluppare l\u2019esperienza di raccolta di abiti usati e di altri materiali di riciclo e farla diventare occasione di sviluppo dell\u2019imprenditoria giovanile e di una crescita della cultura civica, che metta al primo posto il rispetto dell\u2019ambiente e del consumo responsabile. Il progetto getter\u00e0 le basi per la creazione di un ramo d\u2019azienda economicamente stabile, innovativo ed eco-sostenibile in ambito provinciale, basato sulla raccolta, selezione, riutilizzo e vendita degli abiti e tessuti usati. In particolare, Alessio e Giampiero saranno impegnati nella raccolta porta a porta degli indumenti usati, nei vari comuni con i quali \u00e8 stata stipulata una convenzione; Giacomo ed Emanuele si occuperanno dello stoccaggio e della selezione degli indumenti, mentre Anna Maria si occuper\u00e0 della sistemazione e della trasformazione degli indumenti.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Una esperienza esemplare, portata avanti da una filiera di organizzazioni non profit e da un gruppo di professionisti della salute, seriamente impegnati a garantire ai giovani con disagio psicotico, anche grave, i diritti primari alla buona cura, alla riabilitazione evidence \u2013 based, alla vita alla pari dei loro coetanei.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Una dimostrazione che anche al Sud possono svilupparsi buone pratiche e che se si adottano metodologie riabilitative scientifiche il risultato finale non pu\u00f2 non essere \u201cil recovery\u201d e il lavoro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>. 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