“Volti, maschere e verità: la Gentilezza come pratica di cura”
Il 26 maggio 2026 presso il Centro Polifunzionale di Latiano si è tenuto il convegno “Volti, maschere e verità: la Gentilezza come pratica di cura”, evento che ha aperto le Olimpiadi IN XXIV, in programma il giorno successivo.
In un’epoca segnata da solitudine, fragilità relazionali e crescente disumanizzazione dei luoghi della cura, il convegno ha riportato al centro il valore della gentilezza come pratica concreta di cura, inclusione e riconoscimento umano. Il tema della gentilezza è stato affrontato non come semplice gesto educato, ma come atto clinico, postura etica, spazio di sicurezza emotiva e strumento fondamentale nella relazione terapeutica e riabilitativa.
L’evento ha coinvolto professionisti della salute mentale e della riabilitazione in una riflessione condivisa sulle fragilità contemporanee, sulle “maschere” che ciascuno costruisce per proteggersi e sulla necessità di creare contesti di cura sempre più umani e orientati alla recovery. Il convegno è stato aperto da Roberto Longo, direttore e presidente della cooperativa Città Solidale, che ha introdotto il tema della comunità come spazio di accoglienza, relazione e appartenenza. Hanno fatto seguito gli interventi di Alessandro Saponaro, direttore del DSM ASL Brindisi, sull’umanizzazione dei servizi; Francesco Franza, responsabile sanitario delle comunità psichiatriche di Città Solidale, sul burnout e la fatica emotiva nelle professioni d’aiuto; Franco Colizzi, psichiatra e scrittore, con una riflessione filosofica su identità e autenticità; Antonella Vacca, psicoterapeuta ASL Taranto, che ha guidato il filo narrativo approfondendo il ruolo della gentilezza come funzione terapeutica; Tiziana Dario, dirigente psichiatra del centro dipendenze patologiche ASL Brindisi, sulle maschere contemporanee legate alle dipendenze e all’anestesia emotiva.
Momento centrale della giornata è stato lo spettacolo teatrale “ERRORE 404 – Istruzioni temporanee per stare insieme”, realizzato dalla Compagnia “Teatro dell’Inciampo” con la regia di Venere Rotelli. Lo spettacolo nasce da un laboratorio riabilitativo che coinvolge pazienti e operatori e rappresenta un’esperienza concreta di espressione emotiva, relazione e inclusione sociale, in piena continuità con i temi del convegno.
Le due giornate – il convegno e le Olimpiadi IN – sono state unite da un unico messaggio: costruire comunità più accoglienti, inclusive e capaci di riconoscere la dignità e il valore di ogni persona.

















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