IL PROGETTO “INTEGRAZIONE COMUNITARIA DELLA SALUTE MENTALE”

Le condizioni di povertà e di esclusione sociale si sono notevolmente aggravate in Italia nell’ultimo biennio, a causa dell’incalzare della crisi globale. Indicatori di tale malessere sono la sensibile riduzione dei consumi di generi di prima necessità da parte delle famiglie(-5%) e il forte incremento della disoccupazione, che in Puglia ha raggiunto il 25%. Una realtà allarmante, se si considera che nelle regioni meridionali il tasso di povertà è circa il doppio di quello nazionale. In un tale contesto, veramente inaccettabili sono le condizioni di vita e di salute delle persone più fragili e invisibili: disabili mentali, extracomunitari privi di reddito e di assistenza, sempre più numerosi a causa degli inarrestabili flussi di disperati dell’Africa e dell’Est europeo. Molte di queste persone vivono nella più totale esclusione sociale ed economica. In Puglia si contano 63.868 stranieri, di cui il 21% è neocomunitario (polacchi, rumeni, bulgari), gli altri sono Albanesi (30,6%), Marocchini e Cinesi (8,6% e 4,9%). Il Rapporto Annuale dell’ISTAT non fornisce dati certi sulle condizioni di vita di molte di queste persone, che spesso sono sconosciute alle Amministrazioni locali. Superati sono i risultati del Piano di Azione Nazionale contro la Povertà e l’Esclusione Sociale 2003 — 2005, curato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, come pure le conoscenze che provengono dall’Indagine sui Servizi socio-assistenziali, condotta dalla Caritas e dall’Assessorato ai Servizi Sociali della Regione Puglia (ISTITUTI E POVERTA’, Osservatorio Regionale Pugliese). La indigenza estrema, la fame, le guerre, le emigrazioni, sono, è noto, spesso causa di malattia mentale, in crescita spaventosa in tutto il mondo. Per l’OMS sono 450 milioni i malati mentali, neurologici e comportamentali, di cui 93 in Europa; 150 milioni i depressi (in Europa sono 18 milioni); 50 milioni gli epilettici e 24.300 sono le persone affette da demenza progressiva, 1 milione l’anno i suicidi. Il 41% dei paesi aderenti all’ONU è impotente verso questa ferita e non ha una politica per la salute mentale. Il 45% ne ignora la rilevanza perché non ha dati per studiare la malattia, il 25% non ha legislazione in materia e il 25% non ha farmaci essenziali. L’unico rimedio in auge sono i grandi manicomi con il loro corollario di violenze e sopraffazione. In tali paesi risorse e speranza insieme sono le ONG, la Cooperazione, le Associazioni che operano per realizzare pratiche di salute mentale su base comunitaria, per i diritti e per l’inserimento lavorativo. L’ANPIS (Associazione nazionale polisportive per l’inserimento sociale dei disabili mentali), l’ Associazione Italiana Follerau (ONG), Città Solidale (ente di ricerca specializzato nella riabilitazione psicosociale dei disabili di mente) si sono prefissi di indagare sulle condizioni di vita e di salute dei disabili di mente non in carico alle Strutture psichiatriche di una regione campione, la Puglia, ivi compresi i malati mentali extracomunitari e, contemporaneamente, continuare l’interscambio di esperienze con le Associazioni dei migranti italiani in Argentina e con il volontariato locale, che hanno già creato nella città di La Plata, in alternativa al manicomio, il primo Centro Diurno per disabili di mente, intitolato “Franco Basaglia”, riscuotendo un notevole successo presso l’Università e i poteri locali e che ora sono impegnate nello sviluppo di pratiche fondate sulla riabilitazione, sul reinserimento lavorativo dei disabili di mente, sulla salute mentale su base comunitaria, sullo sviluppo della cooperazione sociale.

OBIETTIVI DEL PROGETTO

Facendo leva sulle esperienze e sulle energie intellettive delle Associazioni Nazionali italiane AIFO, AIRSAM e ANPIS e sulle migliori pratiche italiane di riabilitazione psicosociale e di inserimento al lavoro di disagiati psichici, condotte rispettivamente dalle cooperative sociali Città Solidale, Marana-Tha e Maran-Atha 2001, si vuole promuovere una prima ricerca scientifica sulle condizioni reali di vita e di salute dei disabili mentali privi di reddito e di assistenza, autoctoni ed immigrati, residenti in una regione meridionale, la Puglia, e in particolare in provincia di Brindisi, caratterizzata da un alto tasso di povertà e da forti flussi di immigrati senza diritti. In un secondo momento, con la collaborazione della Regione e degli Enti locali, si vorrebbe far nascere un Osservatorio permanente, il Centro Studi e Ricerche sulla povertà e sui diritti delle persone disabili e immigrate. Esso, inoltre, in stretta collaborazione con l’Associazione Civile argentina “Integrazione Comunitaria per la salute mentale un movimento di pazzi”, il Centro di salute mentale “dr. Franco Basaglia”, l’ADESAM di La Plata, le Comunita dei marchigiani della provincia di Buenos Aires, si propone di formare gli utenti, gli Operatori e i volontari del Centro di Salute Comunitaria “Franco Basaglia” alla gestione sia dei processi di riabilitazione degli utenti, sia di coloro che si faranno carico di portare avanti una struttura ricettiva per studenti universitari che darà lavoro alle persone con disabilità mentale stabilizzata.

L’ obiettivo principale del progetto è svolgere una indagine conoscitiva sulle condizioni di vita e di salute dei disabili di mente non assistiti dalle strutture psichiatriche e che necessitano di assistenza materiale e di cure sanitarie, compresi gli immigrati, residenti o domiciliati in provincia di Brindisi. Più in particolare si prevede di:
1) realizzare uno studio e un protocollo di ricerca sulla precitata fascia di persone in condizioni di disagio estremo, per accertarne le cause e mettere in rete le risorse della Comunità (Istituzioni pubbliche e Privato Sociale ) per rimuoverle;
2) formare un gruppo di Operatori del Privato Sociale alla gestione delle situazioni di emergenza socio-sanitarie del target individuato, promuovendo anche azioni finalizzate alla recovery, all’esercizio dei diritti e al lavoro, alla cooperazione, all’integrazione;
3) appoggiare l’impegno delle Associazioni delle Famiglie, degli Immigrati e del Terzo Settore presenti sul territorio per sensibilizzare la politica sociale e sanitaria delle Istituzioni locali, fare convergere verso un unico obiettivo gli sforzi del Privato Sociale e non, combattere lo stigma, mediante l’accettazione della diversità nella comunita. Gil obiettivi specifici della ricerca sono:
4) conoscere il numero delle persone disabili di mente italiane e straniere che vivono in condizioni di indigenza estrema in Provincia di Brindisi; coglierne la dinamica, l’evoluzione del fenomeno;
5) scoprire i diritti negati, le situazioni di bisogno, di povertà, di salute, di emarginazione, ricercarne le possibili soluzioni e rappresentare le priorità a chi di dovere (Comuni, Province, ASL e DSM, Cooperazione sociale, Caritas, Sindacati, Enti di formazione, imprese, ecc.);
6) realizzare il quadro dei servizi pubblici e privati esistenti per offrire agli interessati una panoramica completa, che comprenda le risorse attivate o attivabili sul territorio;
7) fornire alla Comunità strumenti di valutazione sui due versanti della realtà sociale: quello della lettura dei bisogni essenziali delle persone pia fragili in assoluto, per rimuoverne le cause e mobilitarsi per la loro soddisfazione; quello dell’offerta di criteri per valutare la qualità dei servizi in rapporto alla patologia dei bisogni emergenti e la loro adeguatezza in rapporto alla dislocazione dei bisogni stessi;
8) dare importanza al carattere di territorialità della ricerca;
9) elaborare un progetto, per le persone oggetto di indagine più esposte al rischio di indigenza, discriminazione o privi di assistenza sanitaria, legale, che risiedono in una provincia campione della Puglia, per la futura istituzione da parte della Regione Puglia di un “Servizio di Immediato Soccorso”, per l’ offerta gratuita di trattamenti infermieristici, medico- psico- sociali, legali, di aiuto nella ricerca di lavoro, per la somministrazione di servizi di ristoro e ricovero sociale, la distribuzione di indumenti e loro lavaggio, generi alimentari da raccogliere presso la grande distribuzione, farmaci. Ciò allo scopo di rendere concreta la lotta contro le nuove povertà che sono divenute sfida epocale e per dare senso ai concetti di umanità e di dignità della persona, affievoliti dai processi di materializzazione individuali e collettivi, dalla scarsità di risorse, dalla imperdonabile latitanza degli EE.LL..
10) formare gli Operatori del Centro Diurno “Franco Basaglia” alla gestione dei trattamenti terapeutici e psicosociali dei disabili, finalizzati alla recovery, all’esercizio dei diritti e al lavoro, nonchè di coloro che si occuperanno della gestione della struttura ricettiva (utenti e dipendenti) a sperimentare nel concreto i modelli dell’ impresa sociale e a fare cooperazione fra pari con persone che solitamente sono escluse dal contesto sociale;
11) appoggiare l’impegno degli argentini per sensibilizzare la politica sociale e sanitaria del Paese, promuovere il Centro Franco Basaglia nella prospettiva della Salute Mentale Comunitaria, combattere lo stigma, mediante l’accettazione della diversità nella comunità.