Calendario 2021 “Quarant’Arte”

Un anno che comincia è sempre pieno di grandi speranze, un anno che termina rivela se le aspettative sono state attese o deluse. Senza guardare al 2020 con rimpianti, di certo c’è qualcosa che in Città Solidale ha reso persino interessanti i giorni di quarantena forzata ovvero quelle interminabili giornate in cui, non potendo uscire a fare passeggiate o escursioni, nelle Comunità socioriabilitative bisognava reinventarsi la vita.

Fra le altre esperienze di vita comunitaria nel periodo contrassegnato dalla pandemia Covid-19, è nato il Calendario 2021 “Quant’Arte”, arte durante la “quarantena”.

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“La bellezza salverà il mondo” Fëdor Dostoevskij

Questo calendario è il prodotto finale del Progetto “Quarant’arte” nato all’interno della Comunità Riabilitativa Psichiatrica “Carlo Alberto dalla Chiesa” e le Case per la vita “Francesco Basaglia” e “Giovanni Falcone” della Cooperativa Sociale Città Solidale nel periodo che va dal marzo a giugno 2020.

Il progetto “Quarant’arte” (arte durante la quarantena) è nato durante il periodo dell’isolamento imposto dalla gestione della pandemia da Covid-19 che ha portato per tutti una riduzione drastica delle interazioni con le persone significative e con il mondo esterno.

Per la prima volta operatori e pazienti, accumunati dallo stesso sentimento di precarietà, di consapevolezza dei propri limiti e dalla ricerca di autenticità personale fortemente a rischio a causa dell’improvviso cambiamento, si sono sentititi coinvolti in un’attività di distanziamento fisico ma di protezione reciproca.

L’idea del progetto è stata quella di trasformare i muri delle strutture, che la quarantena stava facendo diventare troppo strette, in un set scenografico e fotografico. L’obiettivo ultimo è stato quello di ricreare attraverso le foto alcuni quadri famosi, il più fedelmente possibile, ma lasciando contemporaneamente spazio all’interpretazione personale, vivendo l’emozione diretta del condividerne la rappresentazione e vedere il risultato finale in un “altro sé”, con un ritorno personale in termini di autostima ed immagine di sé positiva.

Per ogni opera riprodotta, l’obiettivo è stato entrare in contatto con la propria parte artistica, con la bellezza che ognuno ha dentro di sé e che l’arte è in grado di fare emergere. Ognuno, quindi, ha scoperto o riconosciuto parti di sé che, entrando a far parte poi di un’opera d’arte, vengono riconosciute in un loro valore ed immortalate per condividerle con gli altri. Lo scopo, quindi, non è stato quello di riprodurre in modo identico il quadro originale, ma piuttosto quello di coglierne lo spirito, scoprirne e interpretarne il messaggio dell’autore. I protagonisti sono stati scelti in base a caratteristiche fisiche, tratti espressivi, storie di vita, all’indole e alle attitudini che rispecchiavano quelle dei protagonisti delle opere originali, in modo da poterle poi interpretare al meglio. Di volta in volta, all’inizio e alla fine di ogni foto, si è creato un momento di confronto, suscitando entusiasmo (ma anche senso critico), come se la richiesta di interpretazione facesse specchiare ognuno nell’opera, facendo misurare loro i punti di forza e di debolezza, stimolando anche la curiosità e la conoscenza. Non volti tristi, impauriti o stanze vuote, ma colori ed espressioni nuove, come se un mondo nuovo stava entrando nella comunità e trasformava tutti in dei personaggi degni di un’opera artistica.

Il risultato è stata un’esperienza intensa e indimenticabile e il valore di ogni “opera” realizzato, è andato al di là della singola foto, ha sottolineato l’impegno, la passione, le emozioni che hanno legato tutti, pazienti ed operatori, in un momento difficile di isolamento, in cui la valorizzazione di sé è diventata la migliore arma per combattere l’impotenza e il rischio di annullamento, dimostrando che ognuno di noi, messo nelle giuste condizioni, può essere un’opera d’arte.

Le opere finali rappresentano un nostro attivo contributo nel combattere i rischi di un malessere psicologico dato da un virus che porta malattia e morte.

Il progetto ha prodotto 23 opere, 21 ospiti in posa, 11 operatori coinvolti direttamente per un unico obiettivo: far emergere l’unicità della persona e valorizzarla attraverso la bellezza dell’arte che ha il potere di rigenerare.

Questo calendario, che racchiude tutte le opere riprodotte, vuole rappresentare la speranza, un augurio per tutti affinché ritorni al più presto la “bellezza della normalità”.